IL FLORICULTORE - Rivista SETTEMBRE 2007

IL FLORICULTORE > Settembre 2007   (Pagina 22)


Vendute meno rose nel 2006

Dalle statistiche elaborate dalle grandi aste di fiori europee è emerso che nel 2006 la vendita di rose si è contratta del 5,9% rispetto al 2005, fino a toccare 3,3 miliardi di rose. Ai produttori questa diminuzione non è dispiaciuta, considerato che le rose hanno reso in media 2 centesimi in più (23 centesimi). Pertanto nel 2006 il volume d'affari è risultato più alto del 4,1% rispetto a quello del 2005, con un ammontare non inferiore a 758 milioni di euro.

Ciò che ha influito maggiormente nel 2006 è stato il forte aumento delle forniture (+2%) e del fatturato (+8%) delle rose grandiflora. Allo stesso tempo sia il fatturato che i numeri delle rose a fiore piccolo sono diminuiti rispettivamente del 14% e del 21%.

Sulle aste europee il fatturato delle rose grandiflora di provenienza extra UE è diminuito del 3%. La vendita delle rose grandiflora è diminuita del 17% e quella delle rose a fiore piccolo invece è aumentata del 17%. Nel 2006 il prezzo medio delle rose provenienti dai paesi extra UE è stato di 15 centesimi, quindi 2 centesimi in più rispetto al prezzo nel 2005. Fino ad oggi le rose grandiflora provenienti dai paesi extra UE sono risultate più economiche di circa il 60% rispetto alle rose prodotte dai coltivatori europei (EU: 27 centesimi, fuori UE: 17 centesimi). Questa differenza di prezzo è motivata unicamente dalla qualità e dalla durata minore delle rose provenienti dai paesi extra UE; Infatti, il trasporto in aereo dall'Africa incide alquanto sulla qualità delle rose.

Tuttavia, le grandi aste di fiori nell'UE esercitano una forte attrazione sui produttori dell'Africa, del Sud America, dell'Asia e del Medio Oriente. Grazie alla presenza di un elevatissimo numero di distributori e al vastissimo mercato dell'UE, le aste rimangono per i coltivatori di rose extra UE il punto di vendita ideale. Ciò nonostante, soprattutto l'Africa sta aumentando le vendite dirette ai supermercati europei.

Quest'ultimo è uno dei motivi principali alla base dei propositi di fusione delle due maggiori aste europee: quella di Aalsmeer e FloraHolland. ©





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